E si, purtroppo sono costretto ad iniziare questo quarto pezzo dedicato all'incredibile ed ingiustificato silenzio di Intravino, con questa domanda che potrebbe evocare destre risposte (perchè mai dovrei definirle "sinistre" non l'ho mai capito...).
Ad avvalorare ogni più cupa previsione sul futuro evolvere della situazione, si è aggiunto l'arrivo nella mia casella di posta elettronica, proveniente da un indirizzo mail difficilmente riconducibile ad una persona da me conosciuta, della scannerizzazione di un articoletto pubblicato su un giornalino di quartiere, di Pesaro, normalmente dedicato ai pensionati e vecchietti che si occupano giornalmente degli orti messi loro a disposizione dalla municipalità. Infatti il giornalino si chiama "Gli orti sulle rive del Foglia". Ebbene, al posto di leggere di zappe, falci, martelli, concimi e potature, il giornalino ospita un'inquietante intervista ad un anonimo investigatore della Sezione psicologica della Polizia di Stato.
Prima di andare avanti facciamo un riassunto:
In questo primo pezzo, pubblicato giovedì 15 novembre, detti conto, per PRIMO, dello strano protrarsi del silenzio di Intravino.
Nel secondo pezzo, pubblicato venerdì 16 novembre, detti conto delle prime cupe e luttuose ipotesi circa il destino di due dei brillantissimi Autori di Intravino: Tomacelli e Morichetti.
Nel terzo pezzo, pubblicato ieri, riferivo i primi parziali risultati delle ufficiose indagini giudiziarie circa la scompara dei due suddetti Autori. Risultati che portavano ad essere "attenzionato" dalla autorità tale M.B., pesarese, in affari con i suddetti autori.
Ora, cosa dice l'anonimo investigatore della Sezione psicologica della Polizia di Stato, nell'intervista rilasciata al giornale di quartiere pesarese "Gli orti sulle rive del fiume Foglia"? Si afferma fuor di metafora che le cupe previsioni dei giorni precedenti si stanno via via facendo sempre più fosche. Questo perchè, pur avendo scandagliato in lungo ed in largo il porto di Pesaro, con l'aiuto della Sezione sommozzatori della Polizia di Stato, senza aver trovato niente, si stanno approfondendo le indagini sui profili psicologici delle persone coinvolte nelle indagini.
Frutto di tali approfondite attenzioni emerge immediatamente il fatto che le tre persone fin qui coinvolte ufficiosamente, erano giornalmente abituate, ripetutamente, a proporre articoli, riflessioni, commenti su ogni aspetto, anche insignificante, del mondo enogastronomico. proponendo la propria chiave di lettura, dando giudizi,spesso non richiesti, pagelle, classifiche di gradimento o di non gradimento su questo e su quello, su tutto.
Ed allora, a far propendere gli investigatori per un cupo esito delle indagini, è appunto il perdurante assoluto silenzio degli interessati addirettura sulle voci circolanti sul destino della propria testata, Intravino.
Come possano, si chiedono gli investigatori, riuscire a mantenere un così totale silenzio, proprio loro, gli autonominati profeti, della libera, totale, incondizionata ed incondizionabile, circolazione delle notizie, non dire come stanno realmente le cose?
Il loro pubblico, i loro amati, sbandieratissimi e numerosissimi lettori, si meritano un simile comportamento ?
La risposta che gli investigatori ufficiosamente incominciano a far circolare è che le risposte dagli interessati non vengono date, non per mancanza di voglia, non per mancanza di rispetto verso chi li ha fino ad ora devotamente seguiti, non per una menefreghista negazione di quanto fino ad ora avevano professato circa la circolazione delle notizie, ma appunto perchè definitivamente impossibilitati a darle.......chi vuole capire capisca.....
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