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martedì 9 aprile 2013

La triste e deludente conclusione della presidenza Napolitano

Eh si, devo ammeterlo, non lo avevo minimamente previsto. Mai mi sarei aspettato di veder decadere così tanto la mia valutazione del settennato di Napolitano a Presidente della Repubblica.
Eppure era partito abbastanza bene, con delle vette altissime. Certo, il suo settennato ha in parte coinciso con la massima potenza mediatica e parlamentare di Berlusconi, quindi contrastrne le derive plebiscitarie, auto assolutorie e semi "autoritarie" non è stato facile. Ha necessariamente dovuto dare un colpo al cerchio ed uno alla botte: avrebbe potuto non firmare velocemente, di getto, tante leggi ad personam. Però ha tenuto la schiena drittissima sul caso della povera Eluana Englaro. Gli esempi potrebbero essere tanti altri e fino alle dimissioni di Berlusconi tutto era filato bene. Anzi, l'accompagnamento di Berlusconi alle dimissioni penso sia stato il suo capolavoro, il suo apice. E ve lo dice uno che spesso gli a scritto mail di approvazione e di fervidi auguri per i vari compleanni succedutesi mentre era al Quirinale.
Poi però è seguita la scelta del governo Monti e sul momento piacque anche a me. Oddio, piacque è una parola grossa, diciamo che al posto del governo Berlusconi qualsiasi altro sarebbe andato meglio. Mi sono fortemente sbagliato. Già lo scrissi ed ora lo confermo. Se Napolitano avesse sciolto le camere allora, l'odierna situazione non l'avremmo vissuta, nemmeno Berlusconi avrebbe potuto così rapidamente risorgere dopo i grandi festeggiamenti di piazza per le sue dimissioni.
Governo Monti, che con il fedelissimo appoggio del Partito Democratico ha attuato solo la parte liberista ed antisociale del proprio programma, lasciando per il mai la parte anche solo moderatamente riformista. Per non parlare della modifica della legge elettorale, il famoso Porcellum.
Ma veniamo all'oggi, a questi ultimi giorni di settennato. Secondo me Napolitano non è stato capace di valutare gli esiti non numerici delle elezioni politiche. Non ha capito cosa scorra nel tessuto del Paese, il desiderio fortissimo di cambiamento, di addio a certe pratiche paludate, di addio anche a certe persone ed a certe correnti di pensiero. La stragrande maggioranza del Paese  non è per un generico cambiamento, è per un vero e proprio terremoto. Napolitano, uomo del '900 non è in grado di interpretarlo, di guidarlo. Staticamente ed anacronisticamente si rifà ad esempi di ere politiche remotissime, auspicando deprecabilissime alleanze politiche. Inoltre si approccia al movimento di Grillo e principalmente ad i suoi elettori, non capendone le istanze, anzi, considerandoli apertamente pericolosi.
Anche la costituzione delle due commissioni di "saggi" mi ha visto contrario. Nel merito della loro efficacia, come nel metodo della loro formazione e delle persone che ne sono state chiamate a far parte. Personaggi esclusivamente della vecchia politica, tutti uomini, che si riuniscono a non si sa bene far cosa.
Come ultima cosa negativa, concludo, ha poi concesso la grazia ad un membro dei servizi segreti USA per l'illegale rapimento di Abu Omar. Dimostrando, rendendola plastica ancora una volta, la nostra perdurante sudditanza verso l'alleato statunitense, confermando l'assoluta impunità dei suoi cittadini di fronte alla legge italiana. Dalla strage del Cermis in giù. Persino uno come Bettino Craxi, con il caso Sigonella, riuscì a fare di meglio!
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p.s.
Un'ultimissima cosa: plaudo apertamente alla decisione di Bersani di sbarrare la strada ad un governissimo con Berlusconi ed il PDL. Spero che questo suo mantenere la rotta possa essere foriero di un rinnovato dialogo con il Movimento 5 Stelle. Eccovi cosa scrissi il 17 marzo.

domenica 17 marzo 2013

Fino ad ora ho avuto ragione........

Provo a fare un riassunto delle puntate precedenti.
Innanzi tutto è necessario partire dal mio articolato post nel quale annunciavo il mio voto a Grillo, al Movimento 5 Stelle. Non si trattava di un'adesione ideale, ma di protesta verso i partiti tradizionali, anche quelli di sx, ed anche di un modo per inniettare nuova linfa suglia scranni parlamentari.
Dovreste riconoscere che i risultati iniziali sono stati raggiunti. La cavalcata di Grillo ha "costretto" il Partito Democratico a fare delle parlamentarie vere, facendo fuori tanti vecchi padri padroni ed eleggendo tantissime facce nuove. Grillo poi ha eletto il 100% di nuovi parlamentari. Il risultato è immediatamente visibile: il Parlamento più giovane di sempre ed anche quello con il maggior numero di donne.
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Una volta conosciuti i risultati elettorali, i più fanatici, intransigenti e facinorosi pasdaran del Partito Democratico, sostenuti dai loro stessi dirigenti, si sono affrettati a dire che i Deputati grillini fossero acefali, eteroguidati, telecomandati, incapaci di intendere e di volere, completamente succubi del partito hitleriano ed antidemocratico guidato da Casaleggio e da Grillo.
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In Parlamento, la prima cosa che andava fatta era l'elezione dei presidenti delle due Camere. Subito i più grandi dotti e sapienti politologi si son messi a prospettare alchimie istituzionali strampalate, tanto erano vecchie perchè ancorate alla vecchia politica. Altri hanno incominciato a lanciare al cielo strali e maledizioni ai perfidi grillini che avrebbero impedito il realizzarsi del grande disegno dei padroni del Partito Democratico:  Franceschini alla presidenza della Camera (ne avevano i numeri), la Finocchiaro alla presidenza del Senato. Fatti due conti, anche in relazione alle dure tappe successive, fiducia al nuovo governo ed elezione del Presidente della Repubblica, Bersani ha sparigliato le carte proponendo due persone di assoluto valore, non solo simbolico. Due neo parlamentari, poco avvezzi alla vita di partito.
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I risultati ottenuti li conoscete tutti, entrambi sono stati eletti anche con i voti di una decina di senatori grillini. E' successo quello che secondo molti commentatori non sarebbe mai dovuto succedere: il gruppo grillino al senato ha discusso, hanno litigato (li abbiamo anche sentiti nei servizi dei telegiornali) e nei fatti si sono divisi. Cioè gli incapaci di intendere e volere, gli etero diretti, i succubi del leader, gli iscritti al partito hitleriano hanno discusso fortemente ed hanno votato in maniera difforme da quanto loro detto di fare.
Ecco, secondo me alcuni commentatori dovrebbero ammettere di essersi sbagliati.
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Finisco questo mio post con una duplice conclusione. La prima dedicata al Partito Democratico, la seconda proprio a Grillo e Casaleggio.

Al Partito democratico consiglio di continuare a fare come ha fatto ieri. Bersani si erga a padre nobile del nuovo governo, individuino un grande candidato a Presidente del Consiglio, che vada alla Camere con un programma in linea con le voglie di ricambio, di rinnovamento, di attenzione alle fasce di popolazione in crisi, di apertura alla società civile, di fedeltà alla legalità. Se così faranno otterranno la fiducia. I voti di ieri lo dimostrano.

A Grillo, a Casaleggio, anzichè di gridare al complotto, al tradimento, consiglio di capitalizzare e di rendere plasticamente come proprie le prime indiscutibili vittorie ottenute: Parlamento più giovane, con più donne, più rinnovato, presieduto da due indiscutibili personalità in totale e chiarissima discontinuità con il passato, non solo recente. Si facciano promotori di un'adesione anche solamente programmatica al nascente governo, guidato da un'indiscutibile peronalità. Concorrano poi ad eleggere un grande Presidente della Repubblica.
Se lo faranno saranno i veri vincitori, se non lo faranno perderanno parte della propria rappresentanza parlamentare e dimostreranno di non aver capito e saputo intercettare con il voto parlamentare le istanze di rinnovamento di chi li ha votati alle recenti elezioni politiche.
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p.s.
Se tutto ciò si avverrasse per Berlusconi si aprirebbero dei mesi molto bui. Fuori da tutti i giochi, da tutte le cariche, con i consueti e penso irrisolvibili problemi giudiziari. Secondo me il PDL si spaccherebbe ed alla fine molti suoi senatori si affretterebbero, forse in segreto, a tenere in vita il Governo, non avendo voglia di tornarsene a casa.

giovedì 28 febbraio 2013

Il più grande insuccesso politico del Presidente Napolitano

Chi mi conosce sa benissimo che sono stato un grande ammiratore dell'attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A più riprese gli ho inviato mail di sostegno e di ringraziamento per la sua difficile opera di mediazione e di indirizzo portata avanti nel suo terribile settennato: avere a che fare con il Berlusconi al masimo della potenza parlamentare non sarebbe stato semplice per nessuno.
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La prova più dura che Napolitano ha affrontato è stata decidere che impronta dare al succedersi degli eventi successivi le dimissioni di Berlusconi da Presidente del Consiglio dei Ministri, circa 15 mesi addietro. Dovreste ricordare l'attesa spasmodica delle reali dimissioni di Berlusconi e le feste di piazza, di popolo che ne seguirono.
In quei giorni, nel pieno del marasma economico internazionale, con i dati italiani vicini allo sfascio totale, Napolitano decise di nominare Mario Monti Senatore a vita e di chiedergli di formare un nuovo governo, anziche sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni. Decise cioè che l' Italia, in quel momento, non si sarebbe potuta assolutamente permettere un bimestre di campagna elettorale e che sarebbe stato maggiormente utile formare un nuovo governo ed attuare le riforme economiche immediatamente necessarie.
Nel suo progetto penso che Monti, da Senatore a vita, avrebbe dovuto tranquillamente aspettare il succedersi degli eventi per poi conferirgli, dopo le elezioni appena svolte, l'incarico di formare un nuovo Governo. Ma, alla prova dei fatti, Mario Monti ha deciso di scendere direttamente nella battaglia politica, scombinando non poco i piani presidenziali.
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Durante i circa 15 mesi di Governo Monti, Berlusconi ha attuato una politica molto astuta: votava sempre e comunque tutte le leggi del Governo, ma dai suoi giornali e dai suoi parlamentari alzava un fuoco di sbarramento sempre più forte contro le politiche che loro stessi avevano approvato. Era cioè all'opposizione dei provvedimenti che lui ed i suoi comunque sempre stavano votando favorevolmente. Ha utilizzato questo periodo per ricostruirsi una verginità economica e per addossare tutte le colpe della crisi a Monti. Ha avuto tutto il tempo per riorganizzarsi e combattere al meglio la recente campagna elettorale che lo ha visto relativamente non perdente.
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E veniamo all'oggi, al perchè secondo me la situazione attuale, venutasi a creare con i risultati elettorali, sia il più grande insuccesso politico del Presidente Napolitano. Per prima cosa si ritrova il partito di Grillio come primo partito italiano (vi rimando al mio appello al voto per il Movimento 5 stelle) , un  nuovo Parlamento quasi ingovernabile al Senato, con una Camera dei Deputati dove PD e SEL, pur avendo ottenuto pochi voti, hanno goduto di un enorme premio di maggioranza. Inoltre un PDL galvanizzato dal risultato elettorale che proverà a condizionare su ogni virgola il nuovo Governo. Il tutto con i mercati di nuovo nervosi per la probabile instabilità politica.
La domanda retorica che mi faccio e vi propongo è: "Ma ne valeva la pena? Non sarebbe stato meglio sciogliere le Camere allora, con Berlusconi a pezzi, affrontare due mesi di instabilità per poi avere un nuovo Parlamento sicuramente diversissimo da quello che ci ritroviamo adesso?"
Trovo cioè che il Presidente Napolitano allora abbia avuto paura, troppa paura dei mercati, ne sia stato succube, subalterno. Una sorta di sindrome cilena in salsa economica (i più adulti avranno sicuramente capito a coso faccio riferimento). Alcuni miei amici obbietteranno che quella di Napolitano non sia stata una scelta dettata dalla paura, ma un pervicace disegno socio politico economico, portato avanti, previa dettatura di chissà quali circoli economici internazionali.
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Veniamo all'oggi. La situazione è molto ingarbugliata.
Grillo, forte dello splendido risultato elettorale è in grado di condizionare fortemente le scelte di un eventuale governo Bersani. Però, a differenza di quanto succede all'Assemblea Regionale Siciliana, un Governo nazionale per entrare in carica deve necessariamente ottenere preventivamente la "Fiducia" in entrambi i rami del Parlamento. Quindi Grillo, se volesse condizionare un governo Bersani dovrebbe prima favorirne la nascita con un voto, magari per poi passare all'appoggio esterno. Vorrà-vorranno farlo? Saranno sufficentemente politici e tattici per farlo? Io sarei favorevole a questa scelta tattica, anche perchè la ricerca della capacità numerica di governare da soli, non è per niente detto che con nuove elezioni si riuscirebbe ad ottenere, anche dopo un eventuale nefasto governo PD+PDL+Monti.
Berlusconi, a dispetto di quanto appaia nei media, a mio modo di vedere è disperato. Ha perso milioni di voti, non è riuscito a garantire la rielezione di tanti dei suoi, se nascesse un governo Bersani (con l'aiuto di Monti) con l'appoggio esterno di Grillo, perderebbe quasi ogni possibilità di condizionamento. Si troverebbe cioè a contrastare un governo le cui politiche economiche sarebbero diametralmente opposte alle sue. Non riuscendo nemmeno a garantire posti di potere ai suoi ed una politica fiscale cara alla Lega. Secondo me nel giro di poche settimane la sua compagine apparentemente granitica si sgretolerebbe non poco. Inoltre, nel giro di pochi giorni, parecchi processi che lo riguardano andranno a sentenza. Una copertura politica, da padre nobile di un neo governo di salvezza nazionale gioverebbe non poco alla sua immagine ed alla sua sopravvivenza. Per questo, solo per questo, Berlusconi dal primo momento propone la creazione di un governo di salvezza nazionale.
Infine Bersani ed il PD. Se formassero un governo con Berlusconi, magari rieditando un Governo tecnicopolitico, alle prossime elezioni prenderebbero una batosta immensa, ma non si sa a favore di chi. Per realizzare un governo con l'appoggio di Monti ed il necessario appoggio esterno di Grillo, i cui parlamentari dovrebbero votarne la fiducia, dovrebbero formulare una proposta di governo così tanto filo grillina da renderla quasi indigeribile al proprio gruppo dirigente ed ai propri referenti internazionali. Proposta che però, ne sono convinto, piacerebbe molto ai propri elettori, li galvanizzerebbe. Voglio concludere questo mio pezzo affermando perentoriamente quanto trovi ridicolo ed insultante il pressing mediatico, quasi minaccioso, che le testate e le televisioni vicine al PD stanno esercitando sui grillini e sui loro neo Onorevoli. Per mesi li hanno insultati, ridicolizzati, se va bene solamente ignorati. Adesso li blandiscono, li minacciano, gli vorrebbero insegnare come fare politica, come fare per esser bravi quanto loro.......
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lunedì 26 novembre 2012

"Caso Intravino": Eppur si sarebbe dovuto muovere.....

Nei giorni scorsi mi sono ripetutamente occupato dello strano silenzio di Intravino e dei suoi responsabili ( se ne avete voglia potete leggervi i 6 post che gli ho dedicato su questo stesso blog).
Intravino che in 18 giorni ha visto pubblicati due soli post: uno delirante, il secondo interessante. Entrambi però nulla dicevano, nulla spiegavano, sui veri perchè di tale silenzio.
Il buon Tomacelli, dialogando con me su facebook, venerdì  23/11 alle 12,07 mi disse, a proposito di Intravino: "e da lunedì sarà anche più bello" e ci saranno "sorprese varie".
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Vorrei far notare ai miei millanta lettori che oggi è lunedì e siamo ben oltre la mezza mattinata. Nulla di nuovo è online e se il buon giorno si vede dal mattino......
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Comunque staremo a vedere. 
Vedremo se nel colophon risulti ancora far parte della squadra Fiorenzo Sartore che in realtà è già da un po' che l'ha abbandonata.
Vedremo se Massimo Bernardi ne è ancora l'Editore e così anche Tomacelli se ne è ancora l'Editore Associato.
Vedremo se Morichetti è ancora nel team ed in caso se sia salito di grado.
Vedremo se la squadra presunta "ricca e compatta" è ancora tale e se l'enorme crisalide tomacelliana si sia trasformata ed eventualmente in cosa si sia trasformata.....onestamente ho un certo timore.....
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Vedremo !!!!

mercoledì 21 novembre 2012

"Caso Intravino": Eppur si muove......

Tutti brancoliamo nel buio della disperazione più profonda. A nulla  è servito il delirante post di ieri mattina che l'anonimo Intravino ha messo on line.
Analizziamolo insieme. Si inizia con un berlusconiano cucù , poi si parla di squadra ricca e compatta ma non si capisce se Bernardi  (Editore) e Tomacelli (Editore associato) hanno ritrovato la passata armonia.
Si prosegue parlando di traiettorie, orizzonti e bersagli da colpire, che tralasciando l'ennesima ignobile e criminale aggressione Israeliana allo Stato Palestinese, porta comunque il lettore verso dinamiche bellicose.
Il delirio prosegue quando si nominano crisalidi che diventerebbero farfalle e poesie in via di componimento. A parte che delle crisalidi grandi e grosse come Tomacelli e Morichetti non le hanno trovate nemmeno a Chernobyl dopo l'esplosione della centrale nucleare!
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Ma la parte succosa, come spesso accade, è la chiosa finale.
Dove l'anonimo chiede aiuto ai lettori per pensare e trovareassieme un nuovo nome per chiamare, l'evidentemente in via di abbandono Intravino.
La domanda è: perchè si sta pensando di cambiare nome ad Intravino?
Se la squadra è compatta, al lavoro, pronta a colpire poeticamente bersagli, se immense crisalidi stanno per trasformarsi, che senso ha cambiargli nome?
Nome che ormai è noto, è entrato nel lessico di noi enomaniaci e non solo.
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Nel frattempo la pubblicazione di nuovi pezzi è ferma, gli autori silenti, i responsabili latitano.
Le domande precedentemente poste restano senza risposta e nemmeno si è fatta un minimo di luce sui perchè si sia venuta a creare questa situazione.

Certo è che quella di Intravino è una triste situazione.
Lo è anche, forse di più, per quei responsabili di Intravino che fino a pochi giorni addietro si sentivano fra gli unici depositari del sapere necessario a creare un sito di successo, a criticare ripetutamente gli altri, ad ironizzare sugli altrui difetti e  infantili mancanze.
Tanto sapere, tanta prosopopea, tanta saccenza, adesso, dove sono? Blindate dietro un anacronistico silenzio che si protrae ormai da due settimane? Proprio loro, gli autonominati profeti, sanno che nel tempo del web 14 gg di imbarazzatissimo silenzio sono un'era geologica.

Lo dico fuor di metafora: la situazione venutasi a creare è un benefico bagno di umiltà; che spero sinceramente possa servire ad alcuni  per ripartire con minore pienezza di sè.

lunedì 19 novembre 2012

"Caso Intravino": diamogli una via d'uscita.

Un alone di mistero continua ad aleggiare attorno al "Caso Intravino", l'enoblog assurto alle glorie del web per aver rivoluzionato la comunicazione enoica successiva alla mai tanto maledetta caduta del Muro di Berlino. Il web tutto, pur se ufficialmente silente, è un brulicare di ipotesi, congetture, retroscena. Tutto viaggia sotto traccia, quasi nessuno ufficialmente si pone il problema di analizzarne in pubblico i motivi e le eventuali soluzioni.
Per questo il Dirigente della Sez. Psicologi della Polizia di Stato, il Dott. Ciro Napoletano, stamane mi ha contattato. Fra gli inquirenti, un esito fatale successivo alla scomparsa dei tre responsabili di Intravino non viene dato in alcun modo per scontato. Eccovi il resoconto dello scambio di vedute fra me ed il Dott. Ciro Napoletano.

Vignadelmar: Dott. Napoletano, a cosa debbo l'onore di questo suo contatto?
Napoletano: Guardi, lei è l'unico che si è preso l'onere di fare una serie di articoli di servizio sul tema, a proporre degli approfondimenti. Dagli altri operatori del web il silenzio è stato quasi totale, direi imbarazzante.

Vignadelmar: Si, sono d'accordo, ma non vedo come questo possa interessare il Dirigente della Sez. Psicologi della Polizia di Stato
Napoletano: Vede, a lei sfugge la visione complessiva. Lei guarda al fatto come una mera e semplice assenza temporanea dal web. Noi della Polizia invece siamo seriamente preoccupati per la sorte degli attori di questa vicenda.

Vignadelmar: Addirettura! Si spieghi meglio, la prego.
Napoletano: Noi incominciamo a credere, direi meglio, a pensare, che tutto sia ancora in gioco e che chi ha innescato queste sparizioni sia ad un punto morto. Aveva pensato e valutato esiti diversi da quelli che poi si è venuto realmente a fronteggiare. Detto questo, secondo noi, adesso non sa come uscirne, come venirne fuori, a trovare un'onorevole via d'uscita.

Vignadelmar: Se ho ben capito voi della Polizia vorreste proporre al responsabile, attraverso me, attraverso questo dialogo che poi verrà reso pubblico, una via d'uscita, prima che sia troppo tardi, prima che l'irreparabile sia compiuto.
Napoletano: Giustissimo. Non avrei saputo dirlo con maggiore chiarezza. Per questo, sempre che lei sia d'accordo io andrei avanti a dialogare con lei.

Vignadelmar: Vada pure avanti, la felice soluzione del "Caso Intravino" mi sta molto a cuore.
Napoletano: Secondo noi la soluzione è semplice e tengo a precisare come non sia una soluzione nostra, pensata da noi. Ma trattasi chiaramente di una soluzione che già è insita nella dinamica di vita di Intravino. Secondo noi l'affare si è ingarbugliato quando erroneamente si è deciso di NON lavare i panni sporchi in piazza, nel web, pubblicamente. Quando si è deciso di NON rendere pubblico un problema che esisteva, ma del quale non si riusciva a trovare la soluzione, il bandolo della matassa. Al contrario, secondo noi, se al problema che Intravino doveva risolvere, si fosse dato lo sfogo naturale utilizzato per TUTTE le altre tematiche precedentemente affrontate, la soluzione sarebbe stata facilmente trovata.

Vignadelmar: Se o ben capito lei consiglia a chi ha in mano i destini della vicenda di mettere in piazza il problema, di farne oggetto di un confronto pubblico, aperto ai numerosi commentatori di Intravino.
Napoletano: Perfetto. Anche perchè così non si tradirebbero né la natura stessa di Intravino né il rapporto con i lettori che forse un po' si sentono traditi: hanno capito di essere stati interpellati solo quando si parla di altro e di altri. Quando si parla di se stessi si torna ai vecchi metodi, alla segretezza. Inoltre, secondo noi, farebbero un boom di ascolti, di contatti, che forse servirebbero ad evitare esiti ben peggiori.

Vignadelmar: Non vorrei aggiungere altro, mi sembra che tutto sia stato detto.
Napoletano: No, solo un'altra cosa c'è da dire. Analizzando il sito fratello, Dissapore, abbiamo proprio stamane notato un topic su una valutazione comparativa di alcuni amari. Noi pensiamo che la collocazione esatta di quel topic fosse Intravino. Speriamo che questa traslazione di luogo di pubblicazione non sia un tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto senza portare alcun contributo alla soluzione del problema.

domenica 18 novembre 2012

"Caso Intravino": no news is good news ???

E si, purtroppo sono costretto ad iniziare questo quarto pezzo dedicato all'incredibile ed ingiustificato silenzio di Intravino, con questa domanda che potrebbe evocare destre risposte (perchè mai dovrei definirle "sinistre" non l'ho mai capito...).
Ad avvalorare ogni più cupa previsione sul futuro evolvere della situazione, si è aggiunto l'arrivo nella mia casella di posta elettronica, proveniente da un indirizzo mail difficilmente riconducibile ad una persona da me conosciuta, della scannerizzazione di un articoletto pubblicato su un giornalino di quartiere, di Pesaro, normalmente dedicato ai pensionati e vecchietti che si occupano giornalmente degli orti messi loro a disposizione dalla municipalità. Infatti il giornalino si chiama "Gli orti sulle rive del Foglia". Ebbene, al posto di leggere di zappe, falci, martelli, concimi e potature, il giornalino ospita un'inquietante intervista ad un anonimo investigatore della Sezione psicologica della Polizia di Stato.
Prima di andare avanti facciamo un riassunto:
In questo primo pezzo, pubblicato giovedì 15 novembre, detti conto, per PRIMO, dello strano protrarsi del silenzio di Intravino.
Nel secondo pezzo, pubblicato venerdì 16 novembre, detti conto delle prime cupe e luttuose ipotesi circa il destino di due dei brillantissimi Autori di Intravino: Tomacelli e Morichetti.
Nel terzo pezzo, pubblicato ieri, riferivo i primi parziali risultati delle ufficiose indagini giudiziarie circa la scompara dei due suddetti Autori. Risultati che portavano ad essere "attenzionato" dalla autorità tale M.B., pesarese, in affari con i suddetti autori.
Ora, cosa dice l'anonimo investigatore della Sezione psicologica della Polizia di Stato, nell'intervista rilasciata al giornale di quartiere pesarese "Gli orti sulle rive del fiume Foglia"? Si afferma fuor di metafora che le cupe previsioni dei giorni precedenti si stanno via via facendo sempre più fosche. Questo perchè, pur avendo scandagliato in lungo ed in largo il porto di Pesaro, con l'aiuto della Sezione sommozzatori della Polizia di Stato, senza aver trovato niente, si stanno approfondendo le indagini sui profili psicologici delle persone coinvolte nelle indagini.
Frutto di tali approfondite attenzioni emerge immediatamente il fatto che le tre persone fin qui coinvolte ufficiosamente, erano giornalmente abituate, ripetutamente, a proporre articoli, riflessioni, commenti su ogni aspetto, anche insignificante, del mondo enogastronomico. proponendo la propria chiave di lettura, dando giudizi,spesso non richiesti, pagelle, classifiche di gradimento o di non gradimento su questo e su quello, su tutto.
Ed allora, a far propendere gli investigatori per un cupo esito delle indagini, è appunto il perdurante assoluto silenzio degli interessati addirettura sulle voci circolanti sul destino della propria testata, Intravino.

Come possano, si chiedono gli investigatori, riuscire a mantenere un così totale silenzio, proprio loro, gli autonominati profeti, della libera, totale, incondizionata ed incondizionabile, circolazione delle notizie, non dire come stanno realmente le cose?
Il loro pubblico, i loro amati, sbandieratissimi e numerosissimi lettori, si meritano un simile comportamento ?

La risposta che gli investigatori ufficiosamente incominciano a far circolare è che le risposte dagli interessati non vengono date, non per mancanza di voglia, non per mancanza di rispetto verso chi li ha fino ad ora devotamente seguiti, non per una menefreghista negazione di quanto fino ad ora avevano professato circa la circolazione delle notizie, ma appunto perchè definitivamente impossibilitati a darle.......chi vuole capire capisca.....